Verso la metà del 1796 (forse giugno) le truppe francesi, che avevano vinto l'esercito della coalizione , invasero lo Stato Pontificio.

In questa zona, un po' oltre Castelfranco vi è un carcere, che un tempo era una fortificazione, un pò oltre esisteva il Confine tra lo Stato Pontificio e il Ducato di Modena .

In un primo tempo le truppe francesi vengono accolte bene , poiché i proprietari di immobili bolognesi speravano, con il loro arrivo ,di ottenere una maggiore libertà da Roma.

A Bologna c'era lo statuto che riconosceva alla città, per ragioni risalenti al 1400, una certa indipendenza dal potere pontificio; infatti nel capoluogo emiliano erano previsti: una propria moneta , dei dazi particolari, un piccolo esercito ed esisteva anche la possibilità di inviare un' ambasciatore a Roma. A Bologna, inoltre, c'era un rappresentante del papa il legato, che aveva il compito di controllare l' amministrazione locale.

Alla fine del '700, nel capoluogo emiliano, esisteva un senato, formato da 50 persone, elette tra la nobiltà e la gente più ricca. La ricchezza, in questo periodo, era data dal possesso di vaste tenute terriere, poiché l'industria non si era ancora sviluppata, pur esistendo già una discreta presenza di manifatture della seta, della canapa e della lana.

La classe dei proprietari terrieri bolognesi era stata danneggiata dalla riforma del catasto voluta da Roma e realizzata dal cardinale Boncompagni.

La riforma consisteva nel pagare le tasse con " una tantum", ma in base ad una rilevazione molto precisa dell' estensione dei terreni e alle potenzialità produttive delle tenute stesse; ciò significava che,se una parte dei proprietari era assenteista e non faceva fruttare i propri terreni, doveva pagare ugualmente le tasse.

I proprietari bolognesi non erano contenti della riforma intrapresa, e tanto fecero che il card. Boncompagni non riuscì a portarla a compimento; infatti egli si limito' soltanto alla rilevazione millimetrica dei terreni.

Il catasto Boncompagni , però è rimasto un' opera importante, perché ci ha lasciato molte informazioni sull'assetto del territorio di quel momento .

Con l'arrivo dei francesi, i proprietari bolognesi s' illusero, per due mesi di raggiungere la libertà e l'indipendenza, in particolare da Roma ; successivamente ci rese conto che Napoleone voleva riunire i territori del bolognese con quelli di Modena e Reggio Emilia per poi realizzare la repubblica Cisalpina.

In 1796 the French Army that had won the army of some Italian states, invaded the Pope State.

In these areas,a little bit over Castelfranco there is a prison, that many years ogo was a fortification, a little bit over ther was the border between the Pop State and the Modena Duke State.

The French Army were welcomed by Bologna inhabitants because they hoped to get a greater liberty from Rome.

With the arrival of Napoleon Army in Calcara there was an administration formed by a concillar helped by an "Arengo"(an assembay of familiy chiefs).

The "Arengo" sometimes gathered in the Church, but usually in the little square near the church.

The square of the Arengo was near the bell tower, because the bells called the people, and because the churches had some important functions: for example the registrar's office and marriage and birth certificates.

At Calcara at the and of 1700 the school was managed by the parish priest, that tought children to read and to write.

In 1807 a comunal school was opened at Calcara, and it was a big change in education for children.

The first school was on the corner between Castellaccio and Cassola Roads



La venuta dei francesi, tuttavia, scompaginò l'assetto politico-ammistrativo precedente e portò ad un cambiamento radicale.

Prima dell'arrivo delle truppe napoleoniche, ogni parrocchia del contado di Bologna era un piccolo comune, retto da una propria amministrazione che, in alcuni casi era costituita da un consiglio , formato da un certo numero di persone; in altri, come a Calcara, c'era un massaro, con alcune aiutanti, coadiuvato da un arengo.

L' arengo non era altro che la riunione dei capi famiglia. Essendo però Calcara un centro piccolo e non disponendo di un municipio, l'arengo si riuniva qualche volta in chiesa( anche se non era più permesso dopo il Concilio di Trento) e più frequentemente all'aperto nella piazzetta situata fra la nuova canonica e l'oratorio.

La piazza dell'arengo si trovava in quel luogo per vari motivi:

A) Li vicino c'era il campanile e il suono delle campane rappresentava un modo vocale per riunire le persone .

B) Le notificazioni e i bandi provenienti da Bologna, erano inchiodati alla porta della chiesa oppure venivano letti dal messo o dal cursore ( specie di segretario comunale ) , infatti allora erano pochissime le persone che sapessero leggere e scrivere ;

C) La parrocchia svolgeva alcune delle funzioni che adesso compie il municipio: l'anagrafe, la compilazione di certificati di residenza e delle fedi di sanità, durante le epidemie, tutte queste attestazioni dovevano essere firmate dal parroco.

Nell' arengo, inoltre venivano letti gli estimi, ossia le possibilità contributive delle persone di Calcara, sui quali si stabiliva una specie di tassazione.

Le tasse erano calcolate , molte volte, non in base alle possibilità contributive, ma in funzione delle spese che Bologna doveva sostenere.

La tassazione veniva stabilita non sul reddito, ma sul patrimonio.

Gli estimi, dopo essere stati letti, discussi e approvati nell'arengo, erano firmati dal parroco, il quale dichiarava che erano stati approvati e nessuno aveva più niente da obbiettare.

Dopo l'arrivo dei francesi si cominciò a diffondere l'idea che l'amministrazione laica doveva gestire alcuni servizi, come la scuola e la salute pubblica.

Qui a Calcara fino alla fine del '700 l'istruzione era stata gestita gratuitamente dal parroco che, assieme alla dottrina, insegnava a leggere e a scrivere.

Nel 1807 venne aperta la prima scuola comunale, a Calcara, ed essa portò un notevole cambiamento, nel campo dell'istruzione, rispetto alla situazione precedente.

La sede della prima scuola si trovava nell' angolo fra via Castellaccio e via Cassola.